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AwareuBlog

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Quando i fatti contraddicono il nostro modo di pensare consolidato abbiamo due possibilità: cambiare modo di pensare o negare i fatti, minimizzarli, derubricarli ad eccezione. Cambiare modo di pensare è faticoso, difficile. Ci costringe a trovare nuove spiegazioni, magari nuovi comportamenti. Mettere la testa sotto la sabbia invece è facile e immediato. Purtroppo è quanto molti stanno facendo di fronte ad una situazione che in Italia è davvero pericolosa. L'idea che la democrazia - conquistata con il sacrificio di molte persone - sia una conquista irreversibile sebbene storicamente infondata è molto rassicurante, e abbandonarla implica che ciascuno di noi è chiamato a comportamenti volti a difenderla. Quanto sta accadendo in Polonia e Ungheria dovrebbe ammonirci sulla facilità con cui la democrazia può esser messa sotto scacco.

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The permissive consensus that characterised the formation and first decades of operation of the EU has progressively been replaced by the so-called ‘democratic deficit’, which has been defined as the fact that European citizens have few opportunities to influence EU policy outcomes and decisions or that the EU is not accountable enough to its citizens (McCormick, 2014: 104). This was particularly noticeable during the ratification of the Constitutional Treaty, which, after being rejected in referenda in France and the Netherlands, was nonetheless mostly implemented with only minor changes through the Treaty of Lisbon. More recently, the democratic credentials of the Union have been further negatively affected by the economic crisis, given that since then the troika -unaccountable to citizens- has largely taken control of economic and monetary policy at the expense of elected institutions, such as the European Parliament (EP) (Fossum, 2014: 60-65).

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On attribue à Jean Monnet l’expression « Si c’était à refaire, je commencerais par la culture ». Si cette phrase n’a en réalité jamais été prononcée par le père fondateur de l’Europe Jean Monnet, nombre de ses successeurs ont œuvré pour que la construction européenne ne se résume pas à une réalisation économique. Ainsi Jacques Delors, à peine devenu Président de la Commission européenne, a posé les premiers jalons de ce qui deviendra très rapidement l’une des initiatives les plus louées de l’Union européenne : Erasmus. Les trente ans d’existence de ce programme offrent l’occasion de revenir sur la genèse pour mieux en comprendre l’essence et les perspectives.

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Grande scalpore ha fatto la sentenza della Corte europea dei diritti umani contro la Lituania sull’utilizzo in ambito pubblicitario di immagini relative a Gesù e Maria. Non entro nel merito della sentenza, ma vorrei ricordare che non si tratta di una corte dell’Unione Europea, contrariamente ai titoli di molti giornali e TG!

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Em Outubro de 2015, no caso Schrems, o Tribunal de Justiça da União Europeia (“TJ”) invalidou uma decisão da Comissão Europeia (“CE”) que conferia legitimidade às transferências de dados pessoais da União Europeia (“UE”) para os Estados Unidos da América (“EUA”)[1] . Em extrema síntese, a contextualização deste caso espraia-se em dois níveis: um interno e outro externo.

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En Europe, le nombre des démunis reste bien trop élevé. L’UE et les États membres, qui se sont fixé un objectif collectif de baisse de la pauvreté avant la crise, doivent se saisir de cette question. C’est un enjeu économique, de compétitivité autant qu’un défi humain et social. Un sursaut européen appelle la participation des pauvres et des exclus aux politiques qui les concernent.

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La respuesta es simple: la unión política. Pero lógicamente su consecución es mucho más compleja. En primer lugar, habría que llegar a un mayor consenso sobre la ontología del dinero. En las facultades de ciencias económicas, siguiendo la teoría de Adam Smith, se enseña que el dinero surgió en algún momento indefinido de la prehistoria para superar las inconveniencias del trueque. Se explica que el dinero tiene tres funciones: la de unidad de cuenta, depósito de valor y medio de pago o de cambio, y que esta última es la originaria y más importante. El dinero se considera como una mercancía más, cuya posición central viene dada espontáneamente de la evolución del mercado, y consecuentemente es independiente de los procesos políticos.

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I romani avevano ragione: verba volant scripta manent. Le parole volano e gli scritti restano. Vale anche per gli atti parlamentari. Anche per quelli del Movimento 5 stelle, che ci aiutano a capire la loro vera linea sull'Europa, più delle parole contraddittorie che sprecano in questo periodo.

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Si è svolta sabato a Roma la Convenzione "Per un'Europa federale - Il ruolo e le responsabilità dell'Italia", organizzata dal Movimento Federalista Europeo in collaborazione con la Gioventù Federalista Europea, l'Unione Europea dei Federalisti e il Gruppo Spinelli, con il contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. L’iniziativa, realizzata nel Giorno della Memoria e aperta da un minuto di silenzio per le vittime della Shoa e di tutti i genocidi, è stata anche un modo per ribadire che l’unico modo efficace per evitare le tragedie del passato è l’integrazione europea, la costruzione di istituzioni sovranazionali, la condivisione di sovranità al livello dove possono essere affrontati i problemi, il superamento delle divisioni e dei confini e il riconoscimento dell’uguaglianza dei diritti nel quadro di una cittadinanza comune. Come ammoniva il Manifesto di Ventotene: “Se la lotta restasse domani ristretta nel tradizionale campo nazionale, sarebbe molto difficile sfuggire alle vecchie aporie”. L'obiettivo dell'iniziativa era di mettere in rilievo il ruolo e le responsabilità storiche dell'Italia nel quadro della partita per la riforma dell'UE ora che si è aperta una finestra di opportunità grazie all'iniziativa di Macron, che rischia di chiudersi se alle elezioni in Italia prevalessero delle forze nazionaliste e anti-europee.

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Il Giorno della Memoria è un'opportunità importante per ricordare e per riflettere sulla Shoa, sugli errori e gli orrori prodotti dalla civiltà europea moderna nella sua storia e sulle responsabilità che ne derivano affinché non si ripetano. La Memoria è il primo passo, necessario ma non sufficiente. Necessario, specie in Paesi come l'Italia, che i conti con il passato e con le loro responsabilità non li hanno mai fatti fino in fondo. Ma la Memoria da sola non basta ad evitare il riemergere dei demoni del passato: nazionalismo, xenofobia, razzismo. E soprattutto la Memoria non c’è. Negli ultimi anni la nostra società – italiana ed europea - si sta chiudendo in se stessa, rifugge la Memoria e le lezioni della storia.

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