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AwareuBlog

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Recent blog posts

La recente polemica tra Berlusconi e Prodi sull’Euro mostra che in Italia manca una memoria condivisa e una comprensione adeguata di alcuni dei passaggi storici più importanti della nostra storia recente, rispetto ai quali continuano a imperversare nel dibattito affermazioni prive di senso.

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C’è qualcosa di surreale nella polemica innescata da Berlusconi contro Prodi sull’introduzione dell’euro. Una polemica sulla pelle degli italiani; e che sa parecchio di stantio.

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Il discorso di fine anno dei Presidenti della Repubblica italiana e francese sono stati alquanto diversi. Mattarella si è rivolto agli italiani in quanto italiani, e nel suo discorso non ha praticamente fatto riferimento all’Unione Europea, contrariamente a quanto accaduto in varie precedenti occasioni. Ha auspicato una grande partecipazione alle elezioni, ma non è entrato sul senso storico delle scelte da compiere. Macron si è rivolto ai francesi sia in quanto francesi che in quanto europei. Rilanciando l’impegno a rifondare l’UE per renderla pienamente sovrana, unita e democratica, auspicando un grande dibattito e una grande consultazione dei cittadini europei sulla base della quale disegnare la nuova Unione. Ha riconosciuto esplicitamente che nel mondo la Francia non può essere forte se l’Europa non è forte. Ha rivendicato che con lui non c’è e non ci sarà nessun cedimento o ammiccamento verso il nazionalismo populista. Piuttosto il rinnovo di un impegno profondo e strutturale al rilancio dell’Unione, che costituisce una sorta di stella polare della Presidenza Macron.

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O ano de 2015 foi considerado o marco inicial da chamada “Crise dos Refugiados”, visto o elevado número de pessoas que chegaram às fronteiras da Europa em busca de proteção internacional. O Mar Mediterrâneo tornou-se rota principal para chegar em Itália e Grécia, Estados-Membros que confrontaram um aumento excecional dos fluxos migratórios em direção aos seus territórios.

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Il giovane Sebastian Kurz, 31 anni, divenuto Primo Ministro dell’Austria dopo la vittoria di popolari conservatori ed estrema destra alle elezioni politiche di ottobre, ha deciso di giocare la sua carriera politica su messaggi di chiusura. È normale. In fondo la sua coalizione di governo si regge sull’alleanza con un partito xenofobo e razzista. Dal punto di vista dell’elettore medio austriaco, una scelta opportuna. Dal punto di vista del cittadino medio austriaco, una decisione da guerra civile, visto che spacca a metà la società civile e l’opinione pubblica. Nessuno che invece guardi a quella scelta dal punto di vista del cittadino europeo. Cosa che proviamo a fare in questa sede.

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Dopo la Commissione Juncker anche il governo italiano, primo tra i Paesi UE, ha presentato le proprie proposte sul completamento dell’Unione Economica e Monetaria (UEM). Appoggia il pacchetto di Juncker, ma va oltre, con proposte più avanzate, che tengono conto degli interessi specifici italiani. Contrasta diverse idee ventilate da alcuni – come quella di affidarsi ai mercati per obbligare gli Stati alla disciplina fiscale, o di prevedere meccanismi per i default pubblici - comunque non fatte proprie dalla Commissione. Chiede poi una più efficace applicazione delle regole esistenti anche contro gli squilibri della bilancia commerciale, come l’eccessivo surplus tedesco.

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L’intervento di Luigi Di Maio di qualche giorno fa su Lotta alla povertà, crescita democratica e lavoro: tre fronti per l’Europa del futuro (link), sancisce un passaggio netto e tutto sommato coraggioso da parte del candidato premier del M5S.

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La Commissione Europea ha reso pubblico l’atteso “pacchetto” di proposte sul completamento dell’unione economica e monetaria. Un insieme abbastanza coerente e tutto sommato ambizioso di suggerimenti per l’adozione di passi concreti per fornire maggiore resilienza ed efficacia alla governance economica dell’area dell’euro; ossia, in prospettiva, secondo la Commissione, all’intera UE27.

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A marcha comemorativa da independência polaca, realizada em Varsóvia no passado dia 11 de Novembro, organizada por grupos de extrema-direita, juntou cerca de 60 000 pessoas, entre as quais nacionalistas extremistas polacos, mas também representantes de grupos fascistas italianos, húngaros e eslovacos, unidos sob o mote “Queremos Deus”, expressão de uma antiga canção religiosa polaca. As palavras de ordem revelaram-se, de forma bastante explícita, racistas e xenófobas, apelando ao renascimento de uma “Europa branca”. O facto de terem estado também presentes cidadãos com pouca ou nenhuma afiliação a grupos nacionalistas ou de extrema-direita é bastante significativo. Haverá uma aceitação tácita do discurso nacionalista radical? Ter-se-ão os cidadãos polacos sentido representados naquelas faixas e bandeiras?

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Uno dei luoghi comuni più diffusi ultimamente nel dibattito pubblico (soprattutto in Italia) è che la Germania decide la linea politica dell’Europa. Naturalmente è vero che la Germania ha imposto ed impone le sue scelte (il rigore finanziario, il mito dell‘austerità espansiva, l’insostenibile modello mercantilistico, il rifiuto di alcuna forma di solidarietà) nelle istituzioni intergovernative, che purtroppo ancora oggi dominano il sistema decisionale della UE; laddove cioè può porre (o minacciare di porre) un veto sulle decisioni collettive (essenzialmente nel Consiglio, che in effetti prende la maggioranza delle decisioni in Europa)

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