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AwareuBlog

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No dia 27 de fevereiro de 2018 o Tribunal de Justiça da União Europeia (“TJ”) decidiu sobre a questão colocada pelo Supremo Tribunal Administrativo Português (STA) relativamente ao corte do vencimento dos juízes do Tribunal de Contas (“TC”). Alegavam os juízes do TC nesse caso que as reduções salariais de que foram alvo em 2014, devido aos compromissos europeus do Estado Português no âmbito de um processo de intervenção financeira, violavam o princípio da independência judicial, tal como consagrado na Constituição Portuguesa e no direito da União Europeia.

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Gli italiani si sono pronunciati. Votando contro. Non a favore di qualcuno o qualcosa, ma contro qualcos’altro.

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Nel 2017 italiani ed europei hanno osservato attentamente le elezioni nei vari Paesi, dove lo scontro tra nazionalisti ed europeisti è risultato centrale. È logico, perché il destino comune – legato alla riforma dell’Unione Europea (UE) e in particolare al completamento dell’Unione economica e monetaria - dipende anche dalle scelte politiche di ciascun Paese. Ora l’attenzione europea è focalizzata sull’Italia, le cui elezioni chiudono il ciclo elettorale dei maggiori Paesi europei, dopo le elezioni francesi e tedesche.

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Posted by on in AwarEU BLOG

Siamo ormai troppo vicini alla data delle elezioni per parlarne liberamente senza incorrere nel rischio della censura da par condicio.

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Chi non ha nulla da perdere tende a dire la verità. Il leader di Casa Pound è stato chiaro: loro sono pronti a sostenere un governo Salvini con Bagnai ministro dell’economia, perché porterebbe l’Italia fuori dall’Unione Europea e dall’Euro. D’altronde, la linea della Lega e di Fratelli d’Italia sul punto è chiara: sono contro la moneta unica e l’Europa. Forza Italia si richiama al popolarismo europeo, ma non disdegna all’occasione di parlare di doppia moneta o simili assurde fantasie – come se la crisi greca non fosse mai accaduta e non abbia mostrato che certe pseudo-soluzioni sono come bugie con le gambe corte.

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El informe de la Comisión Europea del pasado junio indica que la seguridad constituía una de las tres prioridades que más preocupan a los ciudadanos de la Unión y que más del 75% de los europeos están a favor de crear una defensa común. El propio presidente de la Comisión, Jean Claude Juncker, ha llegado a afirmar en su presentación que “el derecho a sentirse seguro y protegido en su propia casa es el más básico y universal de todos”. Se ha lanzado así un mensaje de unidad y de proyección hacia el futuro en unos momentos en los que Europa parece haberse dado cuenta de que está más sola que nunca en el mundo y de que la inestabilidad en su periferia y la amenaza terrorista la han vuelto más vulnerable y más frágil.

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The EU is prepared for a ‘no deal’ scenario in a way that the UK government and the wider public perhaps fail to appreciate. This is because the EU and the UK approach the withdrawal negotiations with radically different understandings of the purpose of the process of exiting the current EU treaty-based system. Consequently, the EU is fundamentally prepared to withstand one or both of two “no deal” scenarios: no formal withdrawal agreement or no new trade deal to regulate access to each side’s market.

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Quando i fatti contraddicono il nostro modo di pensare consolidato abbiamo due possibilità: cambiare modo di pensare o negare i fatti, minimizzarli, derubricarli ad eccezione. Cambiare modo di pensare è faticoso, difficile. Ci costringe a trovare nuove spiegazioni, magari nuovi comportamenti. Mettere la testa sotto la sabbia invece è facile e immediato. Purtroppo è quanto molti stanno facendo di fronte ad una situazione che in Italia è davvero pericolosa. L'idea che la democrazia - conquistata con il sacrificio di molte persone - sia una conquista irreversibile sebbene storicamente infondata è molto rassicurante, e abbandonarla implica che ciascuno di noi è chiamato a comportamenti volti a difenderla. Quanto sta accadendo in Polonia e Ungheria dovrebbe ammonirci sulla facilità con cui la democrazia può esser messa sotto scacco.

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The permissive consensus that characterised the formation and first decades of operation of the EU has progressively been replaced by the so-called ‘democratic deficit’, which has been defined as the fact that European citizens have few opportunities to influence EU policy outcomes and decisions or that the EU is not accountable enough to its citizens (McCormick, 2014: 104). This was particularly noticeable during the ratification of the Constitutional Treaty, which, after being rejected in referenda in France and the Netherlands, was nonetheless mostly implemented with only minor changes through the Treaty of Lisbon. More recently, the democratic credentials of the Union have been further negatively affected by the economic crisis, given that since then the troika -unaccountable to citizens- has largely taken control of economic and monetary policy at the expense of elected institutions, such as the European Parliament (EP) (Fossum, 2014: 60-65).

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On attribue à Jean Monnet l’expression « Si c’était à refaire, je commencerais par la culture ». Si cette phrase n’a en réalité jamais été prononcée par le père fondateur de l’Europe Jean Monnet, nombre de ses successeurs ont œuvré pour que la construction européenne ne se résume pas à une réalisation économique. Ainsi Jacques Delors, à peine devenu Président de la Commission européenne, a posé les premiers jalons de ce qui deviendra très rapidement l’une des initiatives les plus louées de l’Union européenne : Erasmus. Les trente ans d’existence de ce programme offrent l’occasion de revenir sur la genèse pour mieux en comprendre l’essence et les perspectives.

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