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Educazione civica obbligatoria: una proposta al ministro Bussetti per realizzarla pienamente

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Ieri è stato presentato in conferenza stampa dai ministri leghisti Bussetti, Salvini e Fontana un progetto di legge volto a rendere nuovamente obbligatoria l’educazione civica nel sistema scolastico italiano, dalle scuole materne alle superiori. Va dato atto alla Lega e al governo di voler promuovere una riforma davvero utile e importante. In un Paese con un etica pubblica a dir poco evanescente, in cima alle classifiche dei Paesi avanzati per evasione ed elusione fiscale, corruzione, pervaso dalla criminalità organizzata, ce n’è davvero molto bisogno.

Leggendo il dettaglio del Disegno di legge ci si accorge di una mancanza, ma c'è tempo per superarla. Si parla infatti di conoscenza della Costituzione, educazione stradale e ambientale, alla legalità, contrasto a bullismo, cyberbullismo, e alla dipendenza da droghe e alcol. Tutto giusto, sacrosanto, ma incompleto. Anche l'educazione fiscale, e soprattutto l'educazione civica europea sono indispensabili nel XXI secolo. Lo ha messo bene in evidenza a più riprese il Min. Savona, sia in diversi interventi in Parlamento che nel documento Politeia. Sarebbe dunque coerente che il governo inserisse con chiarezza anche questo aspetto nel Disegno di legge.

Siamo tutti cittadini europei, con diritti e doveri specifici, con opportunità specifiche di cittadinanza, che spesso non riusciamo a sfruttare per mera ignoranza di tali possibilità. Viviamo in un ordinamento giuridico sovranazionale costituito da un sistema di governo multi-livello, nel cui ambito i cittadini esercitano la propria sovranità attraverso diversi strumenti, dal livello locale a quello europeo. In cui oltre il 70% della legislazione è di origine europea. Viviamo in un mercato unico con una moneta unica e la nostra stessa Costituzione fa esplicito riferimento all’ordinamento europeo e al rispetto delle sue regole, tra l’altro anche in materia di bilancio e sostenibilità del debito pubblico. Godiamo di diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e tutelati dall’Unione, ma spesso non ne siamo pienamente consapevoli e quindi non riusciamo ad ottenere un’adeguata tutela dei nostri diritti.

Il problema però è che i nostri docenti spesso non sono preparati sull’Unione Europea. Non per colpa loro, ma perché l’UE non faceva parte dei programmi scolastici e universitari su cui si sono formati. È una questione che le istituzioni nazionali ed europee si sono posti, e collaborando insieme hanno realizzato un interessante Progetto pilota finalizzata all’inserimento della dimensione europea nell’insegnamento di Cittadinanza e costituzione. Il progetto è stato promosso con grande lungimiranza dalla Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, dal Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e dall’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo. L’obiettivo degli enti promotori era di arrivare a regime a formare oltre 230.000 docenti del sistema scolastico italiano di ogni ordine e grado. Il tema e il progetto hanno avuto grande successo tanto da aver portato alla pubblicazione di un libro “Diventare cittadini europei” curato da alcuni dei dirigenti del MIUR che hanno seguito il progetto pilota. Purtroppo, come spesso accade in Italia, indipendentemente dal loro successo, i progetti pilota restano spesso tali, senza arrivare alla messa a regime, per svariate difficoltà di varia natura, incluse discontinuità in ambito amministrativo, politico, finanziario, ecc.

Il Centro Studi, formazione, comunicazione e progettazione sull'Unione Europea e la global governance (CesUE) – che ho contribuito a fondare e che co-dirigo - era stato selezionato per fornire gli esperti formatori a livello nazionale per quel progetto pilota, e ho quindi vissuto in prima persona quel percorso. Il CesUE ha dunque provato a metterlo comunque a frutto, creando gli strumenti per rendere possibile la formazione di tutti i docenti italiani sull’educazione civica europea attraverso una piattaforma didattica on-line, con corsi di base per i cittadini, un corso di storia dell’integrazione europea per studenti, un corso per i docenti e uno di approfondimento per chi vuole capirne di più: tutti rigorosamente gratuiti! Si tratta di una piattaforma realizzata nel quadro di un progetto Erasmus+, AwarEU - Consapevolezza europea, cioè co-finanziato dall’Unione Europea, e cui la Presidenza del Consiglio e il MIUR hanno espresso ufficialmente il proprio sostegno. Si tratta di uno strumento coerente con il progetto pilota, immediatamente disponibile e che può permettere di raggiungere l’obiettivo fissato dalle istituzioni che avevano promosso il progetto pilota senza bisogno di enormi stanziamenti finanziari. Una proposta e uno strumento concreto per permettere al Governo di portare a termine nel modo migliore questa importante riforma.

@RobertoCastaldi

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