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La vera linea del M5S: fuori dall’Euro e dall’UE

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I romani avevano ragione: verba volant scripta manent. Le parole volano e gli scritti restano. Vale anche per gli atti parlamentari. Anche per quelli del Movimento 5 stelle, che ci aiutano a capire la loro vera linea sull'Europa, più delle parole contraddittorie che sprecano in questo periodo.

Il futuro dell’Italia dipende soprattutto dal suo rapporto con l’Europa e dalla capacità di rafforzare la capacità europea di dare risposte sulle sfide fondamentali - economia, difesa e migranti – rispetto alle quali non esistono soluzioni soltanto nazionali.

Nel tentativo di rassicurare i mercati e i partner europei Di Maio qualche tempo fa si è rivolto a Macron sostenendo di avere molte idee in comune con lui. La cosa è curiosa visto che Macron si propone come il leader politico più europeista nell’Unione e i grillini siedono nel gruppo più anti-europeo del Parlamento dell’Unione, in compagnia di Farage.

Anche sull’uscita dall’euro Di Maio si è recentemente lanciato in spericolate acrobazie verbali. Sul tema ha ormai espresso un tale ventaglio di posizioni da poterne sfoggiare una diversa per ogni giorno della settimana, come se fosse un diverso cappotto: dentro l’euro; fuori dall’Euro; fuori dall’Euro, ma non adesso; referendum sull’uscita dall’Euro; nessun referendum; uscita dall’Euro o referendum solo in ultima istanza, cioè se gli altri 26 Paesi non accetteranno le proposte grilline – il che è sicuro, altro che ultima istanza. Nel tentativo di prendere voti di qua e di là su questo come su altri temi Di Maio vuole tenersi le mani libere - nell’interpretazione migliore. Nella peggiore cambia idea continuamente perché non sa di cosa parla e non si rende conto delle conseguenze epocali di certe scelte.

Per capire quale sia la linea del M5S possiamo però guardare agli atti concreti, quelli parlamentari. Pochi giorni fa i senatori del M5S hanno presentato una mozione che chiede di inserire nei Trattati europei una procedura per il recesso dall’Unione monetaria. Ecco chiarita la vera linea del M5S: l’uscita dall’Euro. Il che rende perfettamente coerente la collocazione nel Parlamento Europeo insieme a Farage. Al contempo però l’iniziativa mostra che i grillini sanno perfettamente che al momento l’Unione monetaria è irreversibile, che non c’è una procedura per uscirne e che quindi l’unico modo per farlo è uscire dall’Unione Europea. I trattati vanno modificati all’unanimità. L’ipotesi che tutti siano d’accordo a inserire una simile clausola per facilitare il compito di un eventuale governo M5S è palesemente ridicola.

Senza dirlo troppo in giro – che altrimenti la gente non li voterebbe – il M5S si prepara a seguire Farage e a cercare di portare l’Italia fuori dall’euro, o addirittura dall’UE. Ma con due aggravanti rispetto al caso britannico: senza dirlo! E cercando di neutralizzare il tema – per non perdere voti – con la promessa di un referendum: votatemi pure anche se non condividete, tanto sulla questione fondamentale mi rivolgerò ancora a voi. Peccato che sia impossibile perché la costituzione vieta esplicitamente i referendum sui Trattati internazionali e l’Unione Monetaria e l’adesione dell’Italia ad essa e all’Unione Europea sono il frutto di Trattati internazionali. Avremmo tanto voluto che fossero i cittadini a decidere, ma siccome è illegale, decideremo noi per voi sulla base di una linea anti-europea che abbiamo mimetizzato prima delle elezioni. Non è molto diverso dall’annullamento delle votazioni on-line quando i votanti erroneamente non scelgono quel che vuole il garante, che sa meglio di loro quello che loro vogliono!

@RobertoCastaldi

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