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Mattarella, l’Italia e l’Europa

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Dopo mesi di menzogne finalmente qualcuno ha detto la verità agli italiani: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il problema non è l’indirizzo politico del governo, un nome o un altro, ma il fatto che qualcuno voleva far uscire l’Italia dall’Euro senza averlo detto con chiarezza durante la campagna elettorale. Per la buona ragione che se l’avessero detto gli italiani non li avrebbero votati. Nessuno infatti vuole perdere i propri risparmi, vedere deprezzata la propria casa o schizzare alle stelle la rata del mutuo. Tra crollo della borsa, aumento dello spread, dei tassi sui mutui e fuga dei capitali in meno di due settimane il tentativo di formare un governo giallo-nero tra M5S e Lega è già costato agli italiani decine di miliardi.

Uscire dall’Euro e/o dall’Unione, guardare alla Russia di Putin, invece che all’Occidente sono scelte che hanno una valenza costituzionale. Non si possono fare con un colpo di mano di due forze politiche che si sono presentate contrapposte alle elezioni, senza che nessuna di esse ottenesse una maggioranza di governo. Di fronte a questo tentativo il Presidente Mattarella ha dovuto usare i suoi poteri rispetto alla nomina dei ministri, come molti altri Presidenti prima di lui.

La reazione scomposta del M5S, della Lega e di FdI e le minacce di impeachment nei confronti del Presidente Mattarella dimostrano l’assoluto disprezzo per il dettato costituzionale. Non esiste democrazia al di fuori del rispetto della costituzione. Quando Salvini citava l’ungherese Orban – teorico della democrazia illiberale, ovvero di una forma di autoritarismo - come modello non scherzava. L’attacco alla Presidenza della Repubblica, la più importante istituzione di garanzia prevista dalla Costituzione ne è una prova lampante. D’altronde nella scorsa settimana le pressioni e i diktat nei confronti di Mattarella da parte di due leader tanto arroganti politicamente quanto ignoranti del dettato costituzionale sono state abnormi. Tanto che già prima della rinuncia da parte di Conte il Movimento Federalista Europeo e il Consiglio Italiano del Movimento Europeo, avevano espresso il proprio sostegno e la propria solidarietà al Presidente Mattarella, cui oggi il Movimento Federalista Europeo ha espresso il proprio ringraziamento.

Molti non si rendono conto della straordinaria solitudine del Presidente nel corso della lunga crisi politica seguita alle elezioni, in cui tutte le forze politiche, nessuna esclusa, hanno mostrato scarsissimo senso di responsabilità nei confronti del Paese. Di fronte a un tentativo sostanzialmente eversivo di privare il Presidente della Repubblica dei propri poteri, di far uscire l’Italia dall’Euro e di fatto di trasformare l’ordinamento costituzionale italiano Mattarella ha dovuto reagire. Si è trovato in una situazione per certi aspetti analoga a quando Vittorio Emanuele III dovette decidere se firmare o meno la richiesta del governo di promulgare lo stato d’assedio per bloccare la Marcia su Roma dei fascisti. Il suo rifiuto spalancò le porte alla fine della fragile democrazia italiana e all’avvento del regime fascista, un esito non previsto da parte della monarchia, e di gran parte della classe dirigente economica, sociale e culturale dell’epoca. Mattarella non ha accettato di correre il rischio, implicito nel piegarsi al diktat di Salvini e Di Maio, di aprire la strada ad una trasformazione dell’ordine costituzionale italiano e del ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo, da realizzare mandando in fumo i risparmi dei cittadini e in rovina l’economia italiana.

Grazie Presidente!

@RobertoCastaldi

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