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Weber è il primo candidato ufficiale alla Presidenza della Commissione

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Il Partito Popolare Europeo nel corso del suo congresso a Helsinki ha deciso che Manfred Weber – l’attuale capogruppo al Parlamento europeo, esponente della CSU bavarese - sarà il suo “Spitzekandidat”, ovvero il candidato alla presenza della Commissione europea, in occasione delle prossime elezioni europee del maggio del 2019.

I popolari sono stati i primi a tenere il loro congresso europeo. Sono stati dunque i primi a designare i loro "Spitzenkandidaten". Seguiranno poi i congressi di socialisti, liberali , verdi , etc. che dovranno decidere i propri candidati alla presidenza della Commissione. Si è discusso anche della possibilità che alcune di queste forze arrivassero a un candidato comune, in modo da battere i popolari. Ma non sembra questa la strada prescelta, anche a causa dell’opposizione di Macron al metodo degli Spitzenkandidaten.

In realtà si tratta di un metodo importante e democratico, perché dà ai cittadini europei la possibilità di contribuire a scegliere il presente della Commissione, un po’ come avviene nelle elezioni nazionali in cui, anche laddove non c'è l’elezione diretta del primo ministro, ogni partito presenta il proprio leader come candidato a quella carica. La Commissione è l’embrione di un governo federale europeo e la presentazione dei candidati alla presidenza da parte dei principali partiti europei rende le elezioni europee più simili alle elezioni nazionali. È già avvenuto nel 2014, ma pochi ci hanno fatto caso, perché era la prima volta e nessuno credeva che i partiti e il Parlamento europeo sarebbero riusciti a ridurre la discrezionalità dei capi di Stato e di governo nazionali riuniti nel Consiglio Europeo di scegliere chi volevano, e che davvero uno di quei candidati sarebbe diventato il Presidente della Commissione. E invece i maggiori partiti europei hanno dichiarato che avrebbero accettato solo uno di quei candidati e hanno accettato di convergere su Juncker, il candidato dei popolari, il gruppo che aveva preso più voti e seggi, sebbene non disponesse della maggioranza assoluta.

Grazie a questo metodo è più facile accorgersi della rilevanza politica delle elezioni europee, dove probabilmente il dibattito sarà catalizzato non solo dalle scelte su quali politiche europee, ma anche su quale riforma dell’Unione europea: da un lato chi vuole riformarla per rafforzarne le competenze e i poteri per farne un attore globale in grado di difendere gli interessi e i valori europei nel mondo; dall'altro chi vorrebbe invece distruggerla per tornare alle sovranità ottocentesche a livello nazionale in un mondo che invece è sempre più globale.

Rispetto a Juncker, Weber è un candidato su cui è più difficile la convergenza di altri gruppi politici europei, perché rappresenta soprattutto l’ala destra del PPE. In passato non ha escluso una collaborazione con le forze nazionaliste a destra dei popolari. Sebbene nell’ultimo dibattito e voto del Parlamento europeo sulle violazioni dello stato di diritto in Ungheria si sia schierato contro Orban, in passato è sempre stato contrario ad espellere Fidesz dal PPE. Non ha esperienze di governo ed è sotto vari aspetti un candidato debole.

Secondo alcuni la candidatura di Weber da parte del PPE - il partito di maggioranza relativa nel Parlamento europeo, e che esprime il maggior numero di Capi di Stato e di governo nazionali – può essere interpretata come un tentativo di superare il metodo degli Spitzenkandidaten. Se come prevedono i sondaggi il PPE fosse il primo partito europeo, ma fosse difficile la convergenza su Weber di altri partiti europei, che al contempo difficilmente saranno in grado di esprimere una maggioranza senza l’apporto del PPE, arriveremmo a uno stallo. Ciò riconsegnerebbe ai Capi di Stato e di governo nazionali la possibilità di scegliere come Presidente della Commissione che vogliono, anche qualcuno che non si è candidato alle elezioni europee.

Certo, anche in Italia spesso nessuno dei candidati ufficiali dei partiti diviene poi primo ministro. Conte non era il candidato premier di nessuno. Nemmeno era candidato alle elezioni politiche! Ma il fatto che il sistema politico europeo sia fragile e in costruzione, attraversato dalla continua tensione tra metodo sovranazionale e metodo intergovernativo, potrebbe far percepire la nomina di un Presidente della Commissione che non fosse uno degli “Spitzenkandidaten” come un passo indietro della democrazia europea ed un ulteriore rafforzamento del Consiglio Europeo e del metodo intergovernativo sul Parlamento europeo e il metodo sovranazionale. Anche se chiunque verrà proposto dal Consiglio Europeo dovrà poi essere eletto dal Parlamento europeo. Quindi il voto dei cittadini sarà comunque decisivo nel determinare le possibili maggioranze nel Parlamento europeo, anche rispetto all’elezione del futuro presidente della Commissione.

@Roberto Castaldi

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